Nel cuore dei Castelli Romani, tra filari silenziosi e il profumo della terra bagnata, prende vita un documentario che accompagna lo spettatore dentro un racconto fatto di natura, lavoro quotidiano e tradizione.
Il progetto, prodotto dal regista Massimo Menghini, con protagonista Ilaria Bianchi — attrice, redattrice e presentatrice —realizzato grazie al produttore Angelo Dominici, è stato presentato durante l’evento “Roma incontra il mondo – Le città nella città di Roma Capitale”, ha dato volto, voce e immagini al tema del terzo panel approfondito da Ilaria Bianchi: il cibo come identità, tradizione e cultura condivisa.
Un viaggio lontano dal rumore, alla ricerca dell’essenziale
Il documentario, girato nell’Agriturismo Iacchelli ai Castelli Romani, si apre con un tono intimo e riflessivo che ci porta lontano dal caos urbano a cui ogni giorno siamo abituati. Le immagini che seguono completano il quadro: gli animali che si muovono lenti, il drone che passa tra gli alberi, le mani che lavorano la terra. Una lentezza che diventa invito a osservare meglio ciò che spesso, nella quotidianità, sfugge.
È poi in cucina che il racconto trova il suo ritmo più vivo.
Ilaria raggiunge il cuoco dell’agriturismo: il fuoco, il vapore, il profumo dei piatti diventano parte della narrazione.
Le sue domande sono semplici, dirette, curiose e ci raccontano come le tradizioni custodiscono ricordi e storie. Intorno, la camera cattura ogni dettaglio: il guanciale che sfrigola, le verdure che vengono lavate, i fiori di zucca immersi nella pastella, il mestolo che gira piano.
Una narrazione che completa il mosaico dell’evento
Il documentario non è solo un racconto visivo, ma un riflesso diretto del terzo panel dell’evento, dedicato alla cultura del cibo e all’identità territoriale. Mentre durante il convegno si parlava di puntarelle, fiori di zucca, cucina popolare e sostenibilità, l’obiettivo di questo documentario era mostrare tutto questo nella pratica: la semplicità che diventa sapore, la terra che torna al centro, la cucina come gesto culturale e comunitario.
L’evento di Roma incontra il mondo ha ricordato fin da subito come il cibo sia memoria, tradizione, condivisione. Il documentario li riporta alla concretezza: li rende vivi, li fa vedere.
Dopo aver parlato di riqualificazione urbana e innovazione territoriale, questo documentario ha aggiunto all’evento un tassello unico: quello emotivo, visivo, sensoriale.
Il documentario di “ Roma incontra il mondo – Le città nella città di Roma” la vera ricchezza, ancora oggi, è la stessa: prendersi cura. Così il progetto si completa: urbano, sociale, culturale, e soprattutto umano. Perché raccontare Roma e le sue periferie significa anche raccontare il suo cibo, i suoi gesti, le sue radici più profonde.




































































































































































